di Alessia Cruciani
Presentati a San Francisco Project Perception e AI-Cyber-1-Flash per anticipare le minacce informatiche e proteggere aziende e organizzazioni. «Vogliamo utilizzare il modello giusto per il giusto compito», dice il ceo di Microsoft AI, Mustafa Suleyman.
«Non vediamo solo i segnali: vediamo cosa accade davvero quando un attacco viene fermato e una vulnerabilità viene corretta». È così che Mustafa Suleyman, ceo di Microsoft AI, descrive il vantaggio dell’intelligenza artificiale nella nuova sfida della cybersicurezza. Una sfida resa sempre più urgente dal fatto che gli hacker utilizzano a loro volta l’AI per automatizzare gli attacchi e individuare più rapidamente le vulnerabilità dei sistemi informatici. Per questo Microsoft ha presentato a San Francisco Project Perception, un nuovo sistema di sicurezza basato su agenti di intelligenza artificiale, insieme a MAI-Cyber-1-Flash, il primo modello sviluppato dall’azienda esclusivamente per l’analisi delle vulnerabilità software.
«Vogliamo sempre utilizzare il modello giusto per il giusto compito», ha spiegato Suleyman. Un’affermazione che racconta anche la strategia dell’azienda: non puntare su un unico grande modello universale, ma su una combinazione di modelli generalisti e modelli altamente specializzati, ciascuno ottimizzato per uno specifico scenario operativo.
Secondo Microsoft, il problema è che la “fisica” della sicurezza informatica è cambiata.




