di Alessandro Sala
La direttrice artistica del Gran Paradiso Film Festival, che ha debuttato a Cogne: «Orso e lupo non sono solo minacce o idillio bucolico. in mezzo c’è l’idea d coesistenza. Per gestirla servono cultura, tempo, competenza e coraggio»
Diciannove film in concorso, arrivati alla fase finale dopo una selezione tra 244 candidati. Quattordici prime italiane e tre prime assolute. E tra le firme quella di una regista vincitrice di un premio Oscar, Pippa Ehrlich, e di un regista vincitore di un premio Cèsar, Vincent Munier. E un programma collaterale fatto di 102 eventi tra proiezioni (80), mostre (3), dibattiti e iniziative collaterali che si sviluppa per 18 giorni in 9 diverse location nelle valli valdostane del Gran Paradiso. Sono i numeri del Gran Paradiso Film Festival, giunto alla sua 29esima edizione in 42 anni, che ha debuttato ieri a Cogne con la presentazione dei primi due film in gara, entrambi francesi: Le chant des forêts di Vincent Munier; e Pelagos, voyage au large de la Medirerranée di Frédéric Larrey e Thomas Roger.
Il tema scelto per questa edizione è «Dominio e coesistenza», un invito alla riflessione sui contrasti fra l’uomo e la natura ma anche sul confine sottile




