
di Vera Mantengoli
Ilaria Salis è stata condannata a versare 300mila euro ai due ex collaboratori che oggi gestiscono un b&b completamente automatizzato vicino a Rialto. Valentina Dadda: «È della mia famiglia da tre generazioni, qui la mia infanzia»
Il caso di Ilaria Salis e dei collaboratori licenziati non è finito e ha dei risvolti veneziani. I due lavoratori, Valentina Dadda e Francois Gelmetti, gestiscono infatti Ca’ Dadda, un palazzo che ha all’interno quattro locazioni turistiche che si affacciano sul Canal Grande, vicino al Ponte di Rialto e di fronte all’Erbaria.
La condanna
Salis è stata condannata per licenziamento senza giusta causa a risarcire loro una somma di 300 mila euro, quella che avrebbero guadagnato come assistenti fino al 2029, quando sarebbe scaduto il contratto. Salis ha però già annunciato che ha pronto un fascicolo di oltre cento pagine che dimostrano che non solo il licenziamento è motivato, ma che prima di chiudere il contratto ha cercato in tutti i modi di trovare una soluzione, invano.
«Non sono privi di mezzi di sostentamento»
In un video, pubblicato dall’agenzia Vista pochi giorni fa, Salis ha raccontato che non c’è stato verso di concludere l’esperienza lavorativa senza




