In qualità di Presidente Conpait, sento il dovere di richiamare l’attenzione su un tema che riguarda l’intero comparto della pasticceria italiana: la necessità di garantire chiarezza, rigore e trasparenza nei processi che regolano i riconoscimenti pubblici e, più in generale, la valorizzazione della nostra professione. La pasticceria italiana vive oggi una fase caratterizzata da elementi di confusione, che rischiano di indebolire la percezione del nostro mestiere e di generare incertezza tra gli operatori. Quando si perde di vista il valore della storia professionale, della competenza maturata nel tempo e del sacrificio che ha permesso alla pasticceria italiana di affermarsi nel mondo, si corre il rischio di compromettere l’identità stessa del settore.
La pasticceria italiana chiede chiarezza sui riconoscimenti professionali
Il prestigio della nostra arte non nasce dalla visibilità mediatica, ma dal lavoro quotidiano di professionisti che hanno dedicato decenni alla ricerca della qualità, alla formazione delle nuove generazioni e alla tutela dell’artigianalità. È a loro che dobbiamo rispetto, ed è per loro che le istituzioni devono garantire processi chiari e verificabili. Un esempio è il Premio di Maestro dell’Arte della Cucina Italiana, un riconoscimento istituito con una legge dello Stato e disciplinato da criteri precisi, tra cui la comprovata esperienza di



