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Campo largo, i paletti di Conte sulla politica estera: «Serve una svolta»

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di Emanuele Buzzi

Continuano le frizioni con i dem: «Sull’Ucraina un negoziato, ma nessuna acquiescenza con Putin»

Una domanda serpeggia nel campo largo: se la guerra in Ucraina prosegue, anche le tensioni tra alleati cresceranno? Dopo le prese di posizione degli ultimi giorni, l’interrogativo è d’obbligo. Un botta e risposta che ha rimesso confini, anzi steccati tra Pd e M5S. «Abbiamo votato convintamente per aiutare l’Ucraina a difendersi con tutti i mezzi a disposizione» e il «Pd continuerà come ha sempre fatto», ha detto Elly Schlein al Foglio. Parole che hanno ricevuto il plauso dell’ala riformista dem, ma che hanno anche scatenato la reazione stellata. «Noi abbiamo un’idea molto chiara: Einstein diceva che la stupidità è rifare sempre le stesse cose sperando di avere un risultato diverso»: «credo che serva, dopo quattro anni e mezzo di guerra e nessun risultato, un elemento di discontinuità», ha replicato il vicepresidente del M5S, Stefano Patuanelli.

La linea è chiara e ben definita. E i vertici sono decisi. Chi conosce bene il presidente del Movimento lo descrive “fortemente determinato” e assicura che se andrà al governo “Conte si batterà sino a quando non riuscirà a ottenere una svolta negoziale in Ucraina,

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