NATA CON I PARACADUTE
La Takata Corporation non era affatto un’esordiente nel campo della sicurezza. Fondata nel 1933 a Shiga, in Giappone, da Takezo Takada, l’azienda iniziò producendo tessuti e funi per i paracadute dell’esercito. Negli anni ‘50, colpita dall’alto tasso di mortalità negli incidenti stradali, l’azienda spostò il suo focus sulla ricerca per le cinture di sicurezza, arrivando a costruire negli anni ’60 il primo impianto di crash test al mondo.
La produzione di airbag iniziò nel 1987 e, grazie alla sua reputazione di efficienza e affidabilità, nel 2014 la Takata arrivò a detenere circa il 20% del mercato mondiale, rifornendo decine di marchi dalla Toyota alla Ferrari, dalla BMW alla Peugeot.
I PRIMI SEGNALI
Sebbene lo scandalo sia esploso su scala globale tra il 2013 e il 2014, le prime crepe nel sistema erano apparse molto prima. Già nel 2000, alcuni ingegneri dell’azienda avevano avvertito dei rischi legati ai nuovi sistemi di gonfiaggio.
Tuttavia, le prime indagini ufficiali della NHTSA (l’ente americano per la sicurezza stradale) sono scattate solo nel 2008, a seguito di segnalazioni di esplosioni anomale. Per anni, l’azienda ha cercato di isolare il problema parlando di errori di fabbricazione limitati, ma la verità era molto




