Secondo un’inchiesta odierna del Wall Street Journal, l’Iran sta ricostruendo con una rapidità superiore alle attese una parte importante delle infrastrutture danneggiate dai bombardamenti americani e israeliani degli ultimi mesi. Le immagini satellitari esaminate dal quotidiano, insieme alle valutazioni di esperti governativi occidentali e israeliani, mostrano lavori in corso nelle basi missilistiche scavate dentro le montagne, nei porti, nei cantieri navali, negli impianti industriali e lungo le principali vie di comunicazione. La velocità della ripresa preoccupa alcuni settori dell’apparato militare israeliano. Non significa che l’Iran abbia cancellato i danni subiti. La devastazione è stata ampia, e in molti casi serviranno anni e investimenti enormi per tornare ai livelli precedenti alla guerra. Tuttavia la ricostruzione già visibile mette in discussione l’immagine di un avversario annientato, diffusa da Donald Trump e Benjamin Netanyahu.
Al culmine della campagna aerea, Stati Uniti e Israele hanno effettuato più di ventimila attacchi. Le operazioni continuano ancora lungo le coste iraniane, con l’obiettivo di indebolire la capacità di Teheran di controllare lo Stretto di Hormuz. Eppure l’Iran conserva una notevole capacità di reazione. Continua a colpire le navi, a lanciare missili contro gli alleati arabi degli Stati Uniti e a ricostituire le strutture necessarie alla produzione e




