
di Massimo Franco
Stallo irrisolto su candidato per Milano e intercettazioni. E sul caso Delmastro il rischio di dare un assist alle opposizioni
I fronti sui quali la maggioranza rischia di sfrangiarsi non vanno sottovalutati. E non è sicuro che basterà a ricomporli tutti l’approvazione della riforma elettorale, sulla quale si sta abbozzando un accordo tra i partiti di governo: anche cercando di correggerne i profili di incostituzionalità. Si va dalla legittima difesa che la Lega e FdI tendono a estremizzare sulla scia della condanna del gioielliere Mario Roggero, insistendo sulla grazia, ai contrasti sul sindaco di Milano, alle intercettazioni.
E l’ipoteca estremista del generale Roberto Vannacci aumenta il nervosismo. Il problema non sono tanto i sondaggi che danno FnV ancora in crescita. Quello è solo il sintomo di una coalizione ancora forte ma meno sicura: al punto da offrire uno schermo a opposizioni che pure rimangono in alto mare sia sulla candidatura a Palazzo Chigi, sia sul programma economico e la politica estera.
Il tema è quale sarà la silhouette che la maggioranza di Giorgia Meloni offrirà al Paese alle elezioni nelle grandi città e alle Politiche, l’anno prossimo. Su questo punto, la confusione rimane




