
Inflazione, possibile aumento dei tassi di riferimento della Fed e guerra in Medio Oriente continuano a incidere sul prezzo dell’oro, che torna momentaneamente sotto i 4000 dollari l’oncia.
Ormai il trend appare chiaro: ad un aumento della tensione nel Golfo Persico tra Stati Uniti e Iran, corrisponde una perdita nel valore dell’oro. Questa settimana non ha fatto che confermare le attese.
Il prezzo dell’oro nelle ultime settimane
Il metallo giallo si avvia infatti a registrare la peggiore performance settimanale da oltre un mese e mezzo. Nonostante un lieve rimbalzo intraday (con un breve ritorno sopra la soglia psicologica dei 4000 dollari l’oncia), il metallo prezioso ha perso più del 3% del suo valore nell’ultima settimana, il calo più pesante dal 1° giugno.
Dopo la ripresa di inizio giugno, in cui l’oro era arrivato a superare i 4300 dollari l’oncia, le aspettative di un ulteriore rialzo dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, oltre a un rafforzamento del dollaro rispetto alle altre valute, hanno spinto a liquidazioni forzate di numerosi contratti future sull’oro, con il prezzo che è sceso sotto i 4000 dollari l’oncia.
Da lì, una breve ripresa tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, complice




