
di Giusi Fasano, inviata a Tel Aviv
L’accusa: violata l’intesa. Raid sulle basi americane. E Khamenei: «Dura lezione al Grande Satana»
Di fatto l’accordo fra Usa e Iran firmato a giugno in Pakistan era già naufragato, ma ieri è arrivato l’annuncio ufficiale da Teheran. Il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi ha dichiarato che «abbiamo interrotto tutti gli impegni previsti dal Memorandum d’intesa firmato a Islamabad» poiché gli Usa «ne hanno violato ogni aspetto» con «azioni aggressive».
Stop ai negoziati
Fine delle trasmissioni, quindi, per qualunque tipo di negoziato fra i due nemici. Con lo Stretto di Hormuz quanto mai bloccato, con i miliziani di Hezbollah da una parte e gli Houthi dall’altra pronti ad agire in aiuto agli ayatollah e con i Paesi del Golfo sotto scacco perché continuamente attaccati dall’Iran in nome della loro amicizia con gli Stati Uniti. La politica di «condurre guerra e negoziati simultaneamente» è finita, per dirla con Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei.
Notti scandite dai missili
L’escalation militare potrebbe riportare sulla scena Israele (finora rimasto fuori dagli scontri Usa-Iran post Memorandum) e si misura con intensità e numero crescenti di attacchi notturni condotti dal Comando




