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Il Brasaròl ottiene la Denominazione comunale: Carpenedolo tutela il salame cotto alla brace

Il disciplinare è dettagliato ed è affisso all‘Albo Pretorio del comune di Carpenedolo (Bs): «Salame di carne 100% di suino, stagionato da un minimo di 5 ad un massimo di 10 giorni preferibilmente in un ambiente naturale, con macinatura 8-10 mm,speziato con sale al 2 %, noce moscata, pepe ,chiodi di garofano, cannella e vino rosso fermo insaporito con aglio. Il grasso non deve inoltre superare il 30% del peso di 1 kg circa e per l’insaccamento bisogna servirsi di un budello naturale. Attendendo che la cottura lo renda di un rosso intenso, le porzioni vanno poi servite accompagnate da polenta abbrustolita e da radicchio verde del territorio».

Il salame che si cuoce alla brace conquista la De.Co.: nasce il disciplinare del Brasaròl

Giornale di Brescia

Il salame che si cuoce alla brace conquista la De.Co.: nasce il disciplinare del Brasaròl

Dalla tradizione contadina della bassa bresciana arriva questa nuova De.Co. (denominazione comunale, ndr) riconosciuta  al” Brasaròl.” In sostanza, un salame fresco di suino cotto alla brace e tagliato verticalmente per essere poi servito, come nella migliore delle tradizioni, in ” quadrotti”. La decisione adottata dal consiglio comunale di Carpenedolo è giunta al termine di un minuzioso percorso di ricerca grazie all’apporto di esperti della storia culinaria locale, con l’obiettivo fondamentale di individuare le peculiarità

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