
Dal rapporto tormentato col padre alle prime vittorie, fino alla sfida con Holmes l’11 giugno 1982, al Caesars Palace di Las Vegas, persa sul ring ma vinta fuori: tra i due, descritti dai media come simboli di due mondi sociali (e razziali) opposti, è poi nata una profonda amicizia
A chi volesse fruire di un compendio di psicanalisi spicciola, sinterizzata in poche righe, basterebbe leggere quello che lui diceva del rapporto con suo padre. Che dice ancora oggi, quando si intrattiene ore a parlare con ragazzi cosiddetti “difficili”, dall’alto del suo metro e novantotto un po’ scalfito dal tempo e dal basso delle sue origini mai dimenticate, ossia quella working class newyorkese di origini irlandesi, irlandesi fino al midollo aggiungiamo; un mondo in un certo senso molto più “nero” rispetto a quella piccola borghesia afroamericana dalla quale proveniva Cassius Clay prima di diventare Muhammad Ali.




