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Più tutela per l’Aceto Balsamico di Modena Igp: così può sostenere il vino italiano

L‘Aceto Balsamico di Modena Igp potrebbe rappresentare una risposta concreta alle eccedenze del settore vitivinicolo. È la riflessione del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena Igp, che interviene nel dibattito aperto dalla Regione Piemonte sull’opportunità di destinare parte delle produzioni eccedentarie agli acetifici, in una fase in cui il mercato del vino deve fare i conti con consumi meno dinamici. Secondo il Consorzio, la filiera del balsamico assorbe già oggi quantità rilevanti di materia prima e dispone di margini per aumentare ulteriormente la domanda di mosto e vino italiani, a condizione che si creino le condizioni economiche e normative favorevoli.

Più tutela per l'Aceto Balsamico di Modena Igp: così può sostenere il vino italiano Cesare Mazzetti, presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena Igp

Oltre 2,5 milioni di quintali di uva e fino a 60 milioni di litri di vino

I numeri della produzione evidenziano il peso economico della denominazione. Ogni anno vengono impiegati oltre 2,5 milioni di quintali di uva destinata alla produzione di mosto e tra 50 e 60 milioni di litri di vino, utilizzati per realizzare l’Aceto Balsamico di Modena Igp. Volumi che, secondo il presidente del Consorzio Cesare Mazzetti, potrebbero crescere ulteriormente.«Si tratta di quantitativi già oggi molto significativi,

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