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Collettivo, identità, la mossa Oyarzabal: così la Spagna ha steso la Francia

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De la Fuente è stato aiutato dalla superiorità numerica a centrocampo e da alcune mosse sbagliate di Deschamps

Ha vinto la Spagna ma ha anche perso la Francia. È stato il capolavoro di De la Fuente ma anche la giornata no di Deschamps. Si è capito dal primo minuto che la sfida era sbilanciata, una squadra con palla e idee, l’altra in balia delle situazioni e senza un vero piano organizzativo, e non c’è stato modo di ribaltare la situazione. I bleus avrebbero dovuto stravolgere subito la formazione o giocarsi almeno due cambi dopo mezz’ora. Difficile in una semifinale.

identità forti—  

Francia-Spagna era una partita complicatissima anche dal punto di vista tattico. La Francia è dominante, controlla il territorio, schiaccia le rivali ma sa rinchiudersi per scatenare i contropiedi. La Spagna controlla la palla con una ragnatela di passaggi di precisione estrema, detta i tempi delle partite, rallenta e accelera, ha questa capacità di disporsi in massa a centrocampo per togliere qualsiasi spazio e muoversi avanti collettivamente, tenendo sempre lontani dalla sua porta gli avversari. Dal punto di vista strategico ha vinto chiaramente la Spagna, costringendo la Francia a snaturarsi. Ma cosa ha aiutato De la Fuente? La superiorità

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