
di Silvia M. C. Senette
Il sondaggio dell’Istituto promozione lavoratori conferma la tendenza dei dipendenti. L’Unione commercio: «Col nuovo Statuto d’autonomia possiamo creare regole locali»
A dieci anni dall’introduzione delle liberalizzazioni del governo Monti, l’apertura domenicale dei negozi continua a dividere l’Alto Adige con un baricentro che si sposta progressivamente verso il rifiuto del lavoro festivo. I dati della sezione speciale del barometro Ipl, l’Istituto per la promozione dei lavoratori, rivelano una resistenza strutturale: il 61% dei lavoratori dipendenti si dichiara contrario in linea di principio alle aperture nei giorni festivi, a fronte di un 19% di indifferenti e di un 20% di favorevoli. Se lo scenario generale ricalca le proporzioni del 2016, a mutare radicalmente è la disponibilità psicologica a rinunciare al riposo: tra chi oggi non lavora la domenica, ben l’82% si oppone categoricamente all’ipotesi di farlo in futuro. Una cifra cresciuta di oltre venti punti percentuali rispetto a un decennio fa, quando si attestava al 59%.
Il sondaggio
Il report trimestrale, basato su 500 interviste telefoniche, evidenzia come la pandemia abbia accelerato un trend orientato alla qualità della vita rispetto al mero incremento del reddito. «Negozi aperti la domenica: sì o no? Questa domanda continua




