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Petrolio, allarme Fmi: «Scorte vicine ai livelli critici, sicurezza alimentare a rischio». E il Pil mondiale rallenta

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Il Fondo monetario internazionale: le misure adottate dai singoli paesi per garantire l’approvvigionamento interno e ricostituire le scorte potrebbero amplificare ulteriormente le pressioni sui prezzi a livello globale

«Un’escalation delle tensioni geopolitiche danneggerebbe la crescita e aggraverebbe le pressioni inflazionistiche». A dirlo è il Fondo monetario internazionale. «Una ripresa del conflitto si propagherebbe attraverso un ulteriore aumento dei prezzi delle materie prime e una prolungata volatilità, carenze di scorte e pressioni sui tassi di cambio», si legge nel nuovo Weo. «Il modesto aumento dei prezzi del petrolio e il loro impatto contenuto sull’attività economica sono dovuti al rilascio delle scorte, che si stanno ora avvicinando ai minimi pluriennali e potrebbero raggiungere livelli critici qualora le interruzioni dell’approvvigionamento dovessero persistere», avverte il Fondo. 

Secondo l’Fmi «anche se le scorte non dovessero esaurirsi, qualora si percepisse che lo shock si ripeta o diventi più permanente, la disponibilità ad affrontarlo ricorrendo a prelievi dalle scorte potrebbe indebolirsi, con potenziali dinamiche non lineari dei prezzi. Le misure adottate dai singoli paesi per garantire l’approvvigionamento interno e ricostituire le scorte potrebbero amplificare ulteriormente le pressioni sui prezzi a livello globale». Le interruzioni nei mercati dei fertilizzanti e dell’energia potrebbero aggravare «l’insicurezza alimentare, specialmente nei paesi a

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