
di Rinaldo Frignani
Le intercettazioni e le lamentele per i soldi non ricevuti
«Però Miche’, dovete dirglielo, scherzi a parte: su questa storia dei soldi, sai quante volte ho anticipato di tasca mia. Poi mi dimentico. Quando tu, con il generale, mi avete detto vai avanti con il Vaticano, che me l’avete proprio scritto, io sono andato avanti, ho dovuto dare un obolo a papa Francesco». Anche se accanto a lui, su una panchina del belvedere di via di Trapasso di San Clemente a Bracciano, c’è Mikhail Astakhov, uno 007 del Gru, il temibile servizio segreto militare russo, il suo ex collega del Sismi e poi dell’Aisi Raoul Gavino Piras, 59 anni, già maresciallo dei carabinieri, pensionato dal 2012, non si fa troppi problemi a lamentarsi per i mancati compensi ricevuti per le informazioni fornite alla spia.
È il 9 ottobre 2025 e i carabinieri captano la conversazione di uno dei quattro incontri fra i due. Il russo consegna alla controparte foglietti con le richieste dei suoi superiori e Piras le vaglia sul momento. Poi incassa la busta con il denaro: 4 mila euro a file. «Io quello che posso dare do, dillo al tuo capo», avvertiva




