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Vigilanza Rai, l’opposizione fa muro: niente nuovi nomi

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di Antonella Baccaro

Dopo l’invito di La Russa e Fontana

Si profila un muro contro muro sulla nomina della commissione di Vigilanza Rai, dopo le dimissioni di tutti i suoi membri, la scorsa settimana. E arriva anche qualche manifestazione di piazza, chiamata dall’opposizione. Scade oggi il termine entro cui i partiti dovranno indicare i propri membri per ricomporre l’organismo, secondo quanto chiesto ieri dai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. 

Ma per le opposizioni, le prime a dimettersi per protesta contro lo stallo perdurante della commissione, questo atto è l’ennesima forzatura, poiché non è stato preceduto da alcun confronto e per di più stabilisce un termine di 24 ore. Pd, M5S, Avs, Iv e Azione dunque non indicheranno alcun parlamentare: «La maggioranza — affermano i capigruppo M5S al Senato e alla Camera Luca Pirondini e Riccardo Ricciardi — ha bloccato la vigilanza Rai per quasi due anni. Ora qualsiasi accelerazione sarebbe strumentale».

Secondo i due parlamentari, l’obiettivo della maggioranza è occupare la Vigilanza Rai a un anno dalle elezioni: «Se lo facessero — dicono — saremmo di fronte a un golpe parlamentare». Dal Pd trapela molto disappunto «per la gestione

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