
Amarezza degli animalisti: «Pena non proporzionata alla gravità del fatto». La legge Brambilla non era ancora in vigore: avrebbe sommato carcere e sanzione pecuniaria
Si è conclusa con il patteggiamento dei due imputati e una multa di 8 mila euro ciascuno la vicenda del cane Rambo, una brutta storia che aveva tenuto banco nel gennaio dello scorso anno quando un padre e un figlio avevano trascinato sull’asfalto il loro cane, tenuto al guinzaglio dall’auto in movimento. Una vicenda, avvenuta in Puglia, che aveva sollevato indignazione in tutta Italia, come forse lo farà anche questo epilogo giudiziario che lascia l’amaro in bocca alle associazioni animaliste.
Il tribunale di Bari ha accolto la richiesta di patteggiamento, un diritto degli imputati, e ha stabilito a loro carico, oltre alle sanzioni pecuniarie già citate, anche il pagamento delle spese processuali delle parti civili costituite. Una richiesta in linea con la vecchia formulazione dell’articolo 544-ter del Codice penale che prevedeva, appunto, la possibilità di applicare la pena pecuniaria in luogo di quella detentiva. I responsabili del maltrattamento hanno dunque dovuto solo mettere mano al portafogli.
Sarebbe andata diversamente, fa notare la Lav, una delle associazioni che si sono costituite parte civile, se fosse




