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Cavalli e asini siano animali d’affezione, ora c’è anche la legge di iniziativa popolare. «Sono amici, non possono essere cibo»

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di Serena Palumbo e Alessandro Sala

Iniziata la raccolta di firme per un testo che punta anche a prevenire maltrattamenti e si aggiunge alle proposte già depositate alla Camera. Ieri cavallo delle botticelle collassato a Roma. Brambilla: «Agire subito, basta sfruttamento»

Riconoscere cavalli, asini, muli, bardotti e pony come animali d’affezione, vietarne la macellazione e far uscire definitivamente gli equidi dalla filiera alimentare. Mai più carne di cavallo nel piatto, insomma, almeno non prodotta in Italia.  Sono i punti cardine della proposta di legge di iniziativa popolare depositata nei giorni scorsi dai promotori – Animal Equality e Fondazione Islander – e presentata a Montecitorio, che punta a modificare l’attuale quadro normativo ampliando le tutele riservate agli animali da compagnia. Da ieri è online la pagina per la raccolta delle firme certificate sul sito del Ministero della Giustizia. 

La relazione che accompagna il provvedimento richiama l’evoluzione del rapporto tra uomo ed equidi, sottolineando come tutte le specie che rientrano nella categoria siano sempre più impiegate in attività sportive, ricreative e terapeutiche e instaurino con le persone un legame che giustifica un riconoscimento giuridico analogo a quello già previsto per cani e gatti.

Tra le motivazioni della proposta

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