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Siccità, la Provincia di Trento: «Pronti ad aiutare le regioni che ci chiederanno acqua. Ma prima viene il nostro territorio»

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di Marika Giovannini

Emergenza idrica in Veneto, il presidente Fugatti netto. A Brentonico prime limitazioni: niente acqua potabile per orti, lavaggio veicoli, fontane e piscine

«Interlocuzioni ufficiali», almeno fino ad oggi, «non ce ne sono state». Ma in Veneto e in Lombardia la siccità comincia a mordere. Tanto che il governatore veneto Alberto Stefani giovedì ha firmato un’ordinanza per proclamare lo stato di emergenza su tutto il territorio regionale. E in Lombardia si guarda già con preoccupazione a un deficit idrico stimato al 36% rispetto alla media del periodo di riferimento.
Situazioni complicate, che difficilmente miglioreranno nelle prossime settimane, visto l’inizio «bollente» dell’estate. E che potrebbero portare i territori vicini, come è già successo negli anni scorsi, a rivolgersi alle aree più «ricche» d’acqua per chiedere aiuto. Il Trentino, in primo luogo.
«Se avremo richieste di questo tipo, il nostro atteggiamento rimarrà quello del passato» non si scompone il presidente della Provincia Maurizio Fugatti. Che ricorda la posizione tenuta da Piazza Dante in questi anni. «Il Trentino — ribadisce il governatore — non può certamente tirarsi indietro, qualora ci fosse una necessità idrica di altri territori». Ma c’è un «ma». Che limita la disponibilità trentina: «Prima di dare

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