La ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo (29 giugno) è soprattutto conosciuta come festa patronale della Capitale, dove si celebra con un menu a base dei grandi classici della tradizione capitolina. Bucatini all’Amatriciana o Rigatoni alla Carbonara e l’abbacchio a scottadito. Ma l’Italia è il Paese dei mille campanili e anche delle mille tradizioni gastronomiche.
Galatina e i minchiari: il Salento dei Santi Patroni
I Santi Pietro e Paolo sono anche protettori, tra l’altro, di Galatina (Le), gemma del Salento, dove per la storica festa patronale si preparano i minchiari. Si tratta di una pasta fresca la cui preparazione risponde a regole precise. In primo luogo, per l’impasto si mescolano due parti di farina di grano e una parte di farina d’orzo, in modo che l’orzo doni alla pasta fresca un tipico colore grigiastro.
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I minchiari
I minchiari In secondo luogo, il condimento cromatico: il sugo deve essere rigorosamente rosso, il colore liturgico di San Pietro e del martirio. Si ottiene facendo




