di Emily Capozucca
Il calo delle nascite colpisce le imprese, erode la forza lavoro, cambia i consumi e rischia di spopolare interi territori produttivi
Dal 2008 l’Italia ha perso il 35,8% delle nascite e, secondo le proiezioni Istat, se il trend non verrà invertito entro il 2050 la popolazione scenderà a 54,7 milioni: un italiano su tre sarà over 65, mentre quattro famiglie su dieci saranno composte da una sola persona. Il calo delle nascite colpisce le imprese, erode la forza lavoro, cambia i consumi e rischia di spopolare interi territori produttivi. È l’allarme lanciato da Unione Italiana Food, l’associazione di Confindustria che rappresenta l’industria alimentare italiana, portavoce di 530 aziende e 100.000 occupati, nel corso della sua assemblea annuale.
«Oggi vogliamo concentrarci soprattutto sul tema della denatalità, un fenomeno che non riguarda solo l’Italia ma l’intero mondo occidentale. E iniziano a emergere segnali anche in altre aree del pianeta. I nostri modelli economici si reggono sulla crescita. Già una curva piatta crea difficoltà», spiega Paolo Barilla, presidente di Unione Italiana Food. «L’industria alimentare ha sempre saputo leggere i cambiamenti della società e trasformarli in risposta concreta. L’abbiamo fatto con l’evoluzione dei consumi, con la crescita dell’export, con




