Sono tutti pazzi per El Niño, il fenomeno periodico che porta a un riscaldamento anomalo delle acque superficiali nell’Oceano Pacifico equatoriale centro-orientale e che, secondo le previsioni che si susseguono, potrebbe avere conseguenze molto gravi per l’economia globale (e non solo). Le immagini del satellite Sentinel-6 Michael Freilich (o Sentinel-6A) dello scorso 8 giugno mostrano un innalzamento anomalo della superficie del Pacifico centrale e orientale: questo è segno che sotto la superficie si sta accumulando una massa di calore che, secondo la ricercatrice Severine Fournier, ricorda le condizioni del 1997, anno dell’ultimo El Niño eccezionalmente forte.
Dopo aver ufficializzato l’inizio del fenomeno, la NOAA ha dichiarato che esiste il 63% di probabilità che diventi molto forte entro fine anno: da qui gli appellativi informali dati dagli scienziati al fenomeno, battezzato “super” o “Godzilla”.
L’appello di FAO e WFP
Il rischio tuttavia non è solo meteorologico: circa la metà dei 68 Paesi più poveri al mondo sono già ora gravemente indebitati o rischiano di diventarlo, senza contare che il conflitto in Iran ha fatto salire i prezzi dell’energia e ridotto le forniture di fertilizzanti. Secondo il Famine Early Warning Systems Network, entro fine anno tra i 115



