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Iran, vigilia di tensione: le proteste degli iraniani d’America e il caso bandiere

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Dopo i visti negati e il trasloco forzato in Messico, la squadra sta affrontando la contestata dai dissidenti del regime alla vigilia dell’esordio contro la Nuova Zelanda. La Federazione iraniana ha chiesto e ottenuto di non far entrare nello stadio di Los Angeles la bandiera con il leone e il sole cara allo Scià

Neda ha una dote particolare, chissà se gli arriva dall’antica fibra persiana: riesce a urlare rabbia e dolore senza spegnersi o abbassare il volume. Lo fa per ore, anzi per giorni. Questa studentessa 22enne di UCLA ha strillato davanti al Carson Park, casa dei Galaxy e un tempo di Ibra e Beckham, dove l’Iran ha potuto finalmente allenarsi per la rifinitura sul suolo del nemico americano. Si è ripetuta durante la notte sotto l’albergone nell’elegante Manhattan Beach, zona di shopping e ristoranti alla moda, trasformato in fortino da agenti e droni americani. “Molti miei parenti in Iran hanno partecipato alle proteste. Alcuni hanno avuto problemi seri. Penso prima a loro che al risultato della partita…”, racconta Neda. Non poteva che tornare anche qui anche lei, nello spiazzo davanti al SoFi Stadium, come sempre riempito di poliziotti: l’immensa comunità iraniana si è, infatti, data appuntamento per

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