
di Serena Palumbo
Nel luglio dello scorso anno Task Force Animalista ha depositato al Pirellone 6 mila firme per sostenere una proposta di legge di iniziativa popolare contro il racket che c’è spesso dietro questa pratica
Cani costretti a trascorrere ore in strada, accanto a chi chiede l’elemosina, esposti al sole d’estate e al freddo d’inverno. Una presenza ormai abituale in alcune zone delle grandi città e che, secondo molti, nasconde spesso situazioni di sfruttamento degli animali utilizzati per attirare l’attenzione dei passanti e aumentare le offerte.
È un fenomeno segnalato in particolare a Milano, dove da tempo vengono raccolte denunce e testimonianze relative all’impiego di cani nell’accattonaggio. Proprio per contrastare questa pratica, nel luglio 2025 l’associazione Task Force Animalista ha depositato in Regione Lombardia una proposta di legge di iniziativa popolare che punta a vietare l’accattonaggio con animali sull’intero territorio lombardo. Il testo ha raccolto oltre 6.000 firme certificate, superando il quorum previsto dalla normativa.
Ma ora, a quasi un anno dalla presentazione, la proposta non è ancora stata discussa dalla commissione Sanità del consiglio regionale. «Parliamo di animali che troppo spesso vengono utilizzati per suscitare compassione e ottenere più denaro», afferma Carolina Sala, presidente




