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Gianni Canova: «I personaggi dei film vivono per sempre. Il mio libro ispirato da Fellini». Cortolovere, Paolo Virzì sarà presidente

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di Federico Fumagalli

Il critico-professore di Castione presenta il suo nuovo libro che racconta diciannove personaggi cinematografici, da Visconti a Jerry Calà

Più felliniano o più pirandelliano? Entrambi gli aggettivi sono intonati al nuovo libro di Gianni Canova. Eppure, «Un popolo di ombre» (minimum fax) è soprattutto un’opera d’ispirazione «mollicana». Dice l’autore: «L’idea di fondo mi è venuta da un’intervista, fatta da Vincenzo Mollica a Federico Fellini. Vincenzo me l’ha mostrata un paio di anni fa, quando tutti e due eravamo in vacanza a Dorga». Al cronista-decano del giornalismo di Spettacolo in Italia –, il regista di «8 ½» e «Amarcord» rivendicava il fatto «di essere stato fra i primi a eliminare la parola “fine” al termine dei propri film. In tal modo, sosteneva Fellini, avrebbe idealmente consentito ai suoi personaggi di diventare protagonisti di altre storie», spiega Canova.

E Pirandello?
«A Pirandello è agganciata l’idea dei personaggi che diventano autonomi. I suoi però, sono in cerca d’autore. Nel mio libro invece, provano a liberarsi dal regista che li ha creati. È un po’ un rovesciamento del paradigma».

Non a caso, il sottotitolo è «Manifesto per la liberazione dei personaggi filmici». I firmatari sono diciannove, al

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