
di Alessandra Muglia
Il piano prevederebbe la riapertura immediata di Hormuz senza pedaggi, l’alleggerimento delle sanzioni, tregua di 60 giorni per il nodo sul nucleare, il tycoon avrebbe accettato il declassamento dell’uranio arricchito
Donald Trump insiste. Nella notte, durante un comizio vituale a sostegno del candidato repubblicano in Georgia, il presidenteamericano ha dichiarato con tono trionfante e assertivo: «Abbiamo posto fine alla guerra con l’Iran oggi. Hanno accettato di non dotarsi mai di armi nucleari, una condizione su cui abbiamo insistito. Era proprio questo l’obiettivo, era il 95% della questione». Un’affermazione netta, senza sfumature.
Ma l’intesa resta avvolta nell’incertezza, con fonti contrastanti sul reale stato dei negoziati. Il ministero degli Esteri iraniano fa sapere che gran parte del testo è stata finalizzata ma anche che l’Iran non cederà sulle linee rosse, tra le quali c’è sempre stato il diritto all’arricchimento nucleare, un punto che ha sempre rappresentato lo scoglio più duro nei negoziati sul nucleare. «Non abbiamo ancora raggiunto una conclusione in merito. La questione è al vaglio delle istituzioni competenti e, qualora si giungesse a una conclusione, ne saremo informati», ha fatto sapere il portavoce del ministero iraniano commentando le parole di Trump. «La parte principale del




