
Analisi sullo stato di salute della Terra. Ecco alcuni segnali di speranza, dal boom del solare in Cina e dell’eolico in Texas fino al record di Bandiere blu in Italia. Il rallentamento delle emissioni globali dimostra che una transizione (felice) è già in corso.
Ogni anno, il 5 giugno, il mondo si ferma, almeno simbolicamente, per fare il punto sullo stato di salute del pianeta. È la Giornata Mondiale dell’Ambiente, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1972 e celebrata per la prima volta nel 1974: oggi è diventata la più grande piattaforma globale per l’impegno ambientale, con partecipazioni attive in oltre 143 Paesi. Quest’anno la nazione ospitante è l’Azerbaijan, e il tema scelto è inequivocabile: il cambiamento climatico, declinato nello slogan «Inspired by Nature. For Climate. For Our Future (Ispirato dalla natura. Per il clima. Per il nostro futuro)».
La scelta dell’Azerbaijan non è casuale. Il paese caucasico, crocevia tra Oriente e Occidente lungo la storica Via della Seta, vanta una straordinaria biodiversità naturale, con otto distinte fasce climatiche che spaziano dalle foreste subtropicali agli ecosistemi alpini. Eppure, come quasi ogni angolo della Terra, sta già subendo le conseguenze devastanti del cambiamento climatico. Baku si candida così non




