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La Nasa punta a una base permanente sulla Luna entro il 2029 (e l’Italia costruirà la casa lunare)

di Fabio Savelli

La Nasa rilancia il programma Artemis e punta a una presenza stabile sulla Luna entro il 2029. Via libera a nuovi contratti per rover e droni. L’Italia sarà protagonista con il modulo abitativo sviluppato da Thales Alenia Space

Tornare sulla Luna non basta più: l’obiettivo è costruire una presenza stabile prima della fine del decennio. È il messaggio emerso dalla conferenza stampa organizzata dalla Nasa, durante la quale il nuovo amministratore dell’agenzia spaziale statunitense, Jared Isaacman, ha illustrato la nuova impostazione del programma Artemis. La direzione è confermata: riportare gli astronauti sul nostro satellite e creare le condizioni per una presenza umana permanente. Non soltanto missioni esplorative, dunque, ma infrastrutture, laboratori scientifici, attività produttive e, in prospettiva, persino operazioni estrattive. Un progetto che punta a coinvolgere sempre più il settore privato con l’ambizione di dare vita a una vera e propria economia lunare. Il problema, tuttavia, resta il fattore tempo. Le tempistiche immaginate nelle fasi iniziali del programma si sono rivelate più difficili da rispettare del previsto e la Nasa è ora impegnata in una complessa operazione di recupero per centrare gli obiettivi strategici entro la fine dell’amministrazione Trump, nel 2029.

I contratti

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