Come possono evolvere insieme, affidandosi al tempo, due prodotti simbolo dell’agroalimentare italiano? Lo ha dimostrato a Roma, nella sede dell’enoteca Signorvino, una degustazione combinata tra cinque etichette di tre diverse annate di vini della Valpolicella e il Parmigiano Reggiano Dop, famosissimo prodotto caseario italiano, articolato in tre stagionature: 30, 48 e 90 mesi. Il workshop si è svolto nell’ambito di D’Opera – Quality heritage of Europe, un partenariato sostenuto dall’Unione europea che prevede l’attivazione di un percorso triennale comune ai due Consorzi di tutela. In eventi tra Germania, Francia e Italia vengono raccontate a stampa, operatori e appassionati le due eccellenze agroalimentari per cui il trascorrere del tempo può diventare parte integrante della qualità.

Il tempo come ingrediente: il confronto tra Parmigiano Reggiano e Valpolicella
Il tempo come chiave dell’abbinamento
Il Parmigiano Reggiano modifica il suo profilo organolettico proprio come il vino e per la degustazione – come detto – sono stati scelti 5 rossi Doc della Valpolicella: Famiglia Furia e Zeni 1870, entrambi della vendemmia 2024, abbinati al Parmigiano Reggiano 30 mesi; il Ripasso Superiore Campi Magri di Camerani Marinella e il Rocca Sveva, entrambi 2021, degustati insieme al 48 mesi. Infine, l’Amarone Docg




