
di Matteo Sannicolò
Dopo mesi di trattative, tensioni interne, candidature annunciate e ritirate, venerdì l’assemblea eleggerà il nuovo presidente e il Cda. Chiamate a votare 419 cooperative
Dopo mesi di trattative, tensioni interne, candidature annunciate e ritirate, in via Segantini è arrivato finalmente il momento della verità. Domani uno tra Roberto Simoni e Renato Dalpalù sarà eletto alla guida della Federazione trentina della Cooperazione per i prossimi tre anni. Per Simoni, presidente uscente, questo sarebbe il terzo e ultimo mandato, evidentemente all’insegna di una continuità politico-amministrativa per tutto il sistema federale. Con la nomina di Dalpalù invece — attuale presidente del Consorzio Sait — per la Cooperazione trentina si aprirebbe a tutti gli effetti un nuovo ciclo. Nessuna rivoluzione, va precisato. Piuttosto un modo per «dare al sistema una forte accelerata» rispetto ad alcune partite cruciali, come ha voluto sottolineare proprio lo sfidante.
Un percorso tortuoso
L’assemblea arriva al termine di un percorso tutt’altro che lineare. A marzo il consiglio di amministrazione della Federazione non era riuscito a individuare un candidato unitario da proporre alla base sociale. E, di fatto, la mancata convergenza su un nome aveva evidenziato divisioni interne e aperto una fase di confronto che si




