L’attaccante del Milan protagonista principale del diffuso ritorno alla spiritualità della Nazionale statunitense. Ma non è il solo
Preghiere prima delle partite, incontri di studio della Bibbia durante i ritiri, conversazioni sulla fede nello spogliatoio. Gli Stati Uniti nel Mondiale di casa sembrano voler guardare all’Altissimo e chissà che un aiuto divino possa servire per battere la Turchia di Calha e Yildiz e poi passare da primi il girone. La religione, in particolare il cristianesimo evangelico, è diventata negli ultimi anni una componente assai visibile dell’identità della nazionale maschile di soccer (in patria utilizzano una sigla asciutta per riferirsi a chiamarla: Usmnt, United States men’s national team), ancora di più alla vigilia della Coppa del Mondo 2026 e in questo particolare contesto socio-politico che incombe sulla manifestazione.
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Il protagonista principale di questo diffuso ritorno alla spiritualità è Christian Pulisic, stella della squadra anche senza la fascia di capitano che il ct Pochettino gli ha appena tolto. Il milanista parla apertamente della propria fede e pubblica regolarmente riferimenti biblici sui social. Già nell’interminabile docuserie in nove episodi per Paramount+, a un certo punto, lo si vede nella sua casa milanese, seduto a un tavolo da pranzo con delle orchidee




