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Schlein e Landini ci riprovano (a stangare l’Italia con la patrimoniale)

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Il Pd e la Cgil spingono per la tassa sui grandi patrimoni, ma Romano Prodi frena: “Così vince la destra”. Intanto il governo approva la riforma del Tuir.

Un tempo li chiamavano progressisti, ma le idee di questo Pd sono tutt’altro che nuove. La patrimoniale, ancora. Tassare i ricchi per distribuire ai poveri. Dovrebbe essere il collante di questo campo largo trainato dal padre nobile dei dem: Romano Prodi.

«La patrimoniale è una cosa bellissima», ripete nei salotti di La7, riconoscendo però che «non si può fare», non perché sia sbagliata, ma perché «fa vincere la destra». «Ribadisco che quando si parla di tasse e migrazione, poi vince la destra. O facciamo una riflessione seria su quale può essere un modello economico diverso, oppure vince la destra con il modello Thatcher, che va ancora avanti. Le disuguaglianze, però, aumentano sempre di più e prima o poi queste situazioni scoppiano», ha detto a Otto e mezzo.

Il ritorno della tassa sui grandi patrimoni e la frattura tra i progressisti

Non sembrano d’accordo il segretario del Pd, Elly Schlein, né il suo più fido alleato, Maurizio Landini, formalmente a capo della Cgil ma di fatto braccio armato di questa nuova versione

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