La parola “patrimoniale” continua a essere una delle più divisive del vocabolario politico italiano. Basta pronunciarla perché il dibattito si trasformi immediatamente in uno scontro ideologico tra chi la considera uno strumento necessario per ridurre le disuguaglianze e chi la vede come una minaccia per il risparmio e gli investimenti.
L’ultima scintilla è arrivata dalle dichiarazioni del leader di Alleanza Verdi e Sinistra Nicola Fratoianni, che ha sostenuto la campagna europea “Tax the Rich”, rilanciando l’idea di una tassazione sui grandi patrimoni. Una posizione che ha immediatamente riacceso il confronto anche all’interno del centrosinistra, con la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein che ha ribadito come una patrimoniale non faccia parte del programma dell’area progressista.
Al di là delle polemiche politiche, il tema torna ciclicamente perché si intreccia con una questione sempre più evidente: l’aumento delle disuguaglianze economiche e patrimoniali, non soltanto in Italia ma in gran parte dell’Europa.

La ricchezza si concentra sempre di più
Secondo le analisi di Oxfam, il 10% più ricco delle famiglie italiane possiede oggi circa il 60% della ricchezza nazionale, mentre il 50% più povero ne detiene appena il 7,4%.
Il dato più significativo riguarda però l’evoluzione degli ultimi quindici anni. Tra il




