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Il bestiario social dei Vannacciani: dagli «scarafaggi rossi» al «parentado» da espellere

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di Marco Cremonesi

I dati: dai 37.500 seguaci su X ai 150 mila di TikTok; i numeri sono buoni ma per il momento non sono ancora da caso rimbombante

Tutti gli influencer del generale. Tutti «evangelisti» in proprio. Perché è lui stesso che, anche sui social, fa in proprio. Sui nuovi media i sostenitori di Roberto Vannacci sono scatenati. Un bestiario che spesso se ne esce con enormità che magari si perdono dopo il colpo di pollice per passare al prossimo video. O magari no.

Molto è repertorio classico di una certa destra: per esempio, l’uso di «scarafaggi rossi» per definire esponenti di sinistra, che ricorda tanto l’ormai antico «zecche rosse», seguito da esortazione a «usare il ddt». Del resto, anche Mario Borghezio spruzzava disinfettanti sui posti occupati dalle prostitute di colore. E se il generale parla di remigrazione, c’è chi lo trova troppo tollerante: «Prima, seconda (generazione, ndr) non ha importanza, tutto il loro parentado, ovviamente compresi loro, devono essere fisicamente espulsi e portati nel loro Paese di origine. Iniziate con 50 o 100 famiglie e poi impareranno e se certe persone si oppongono, vanno pure loro». Olé.

 Attenzione. I detrattori di Vannacci sono

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