
Lo “Zio” alla Milano Football Week tra settore giovanile, nerazzurri e Mondiale: “I ragazzi vanno lasciati sbagliare. Chivu quasi perfetto. Negli USA la favorita è la Francia”
“Faccio troppe cose”. Beppe Bergomi sorride e fotografa così il suo presente. Opinionista televisivo, allenatore dell’Under 17 élite dell’Accademia Inter, osservatore attento del presente e custode di una storia unica, quella del ragazzo che a 18 anni vinse un Mondiale con l’Italia. Alla Milano Football Week – cominciata ieri a CityLife e in programma fino al 14 giugno con altri ospiti d’eccezione, da Christian Abbiati e Sebastien Frey – lo “Zio” ha attraversato passato, presente e futuro del calcio, tornando soprattutto sul tema che gli sta più a cuore: i giovani.
I GIOVANI—
“Rispetto al passato sono più svegli”, spiega Bergomi. “Bisogna comunicare in maniera diretta. Non voglio gli orecchini in campo, ma non tolgo loro il cellulare. Arrivano prima a tante cose e vogliono tutto subito. Quello che devono imparare ad accettare è l’esclusione, il periodo in cui non giocano. Chi riesce a capirlo sa reggere la pressione”. Poi aggiunge: “Bisogna lasciarli liberi di sbagliare. A volte i genitori mettono pressione, mentre noi dobbiamo alleggerire la situazione. Lavoriamo per il bene




