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Patrimoniale, ma la «tassa sui ricchi» in Italia è davvero impossibile? Perché Schlein ha sbagliato e cosa ci dice l’Ungheria

di Alessandro Trocino

Il nuovo premier Péter Magyar ha annunciato una patrimoniale, che renderebbe l’Ungheria il primo Stato membro della Ue a introdurre una nuova imposta di questo tipo dagli anni ’80

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Un celebre manifesto elettorale bertinottiano auspicava: «Anche i ricchi piangano». Però, a quanto pare, ogni volta che qualcuno di sinistra pronuncia la parola «patrimoniale», a destra ridono e i ricchi sghignazzano. Perché sanno benissimo due cose. La prima è che probabilmente non la faranno mai. La seconda è che anche solo evocarla, farà perdere alla sinistra molti voti e, forse, le elezioni.

E dunque rieccoci qui, al solito dibattito. Il concetto di patrimoniale lo abbiamo sviscerato a fondo a febbraio, parlando del libro di Riccardo Staglianò «Tassare i milionari» (Einaudi). Ora però, per l’ennesima volta, questa parolina magica è tornata nel dibattito politico.

Le dichiarazioni di Schlein

Stavolta è stata la segretaria del Pd in persona a evocarla. Parlando al programma «Accordi e disaccordi», ha spiegato: «Io sono sempre stata favorevole a livello europeo

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