
di Vito Fatiguso
Parla Mario Aprile, presidente di Confindustria Bari e Bat da un anno, che assicura: «Il brand del territorio tira, ma non è sufficiente»
«L’addizionale Irpef non diventi strutturale e si pensi all’azzeramento dell’Irap per trattenere sul territorio i giovani imprenditori. Occorre rivedere la normativa sulle aree idonee per gli impianti di energia rinnovabile e le parti sociali dovrebbero subito attivarsi per aumentare produttività e salari. Riattivare gli incentivi agli investimenti è prioritario. Le istituzioni devono assecondare questo percorso altrimenti non si riuscirà a garantire opportunità alle nuove generazioni». Mario Aprile, presidente di Confindustria Bari-Bat, è alle prese con un anno dall’avvio del suo mandato. Che, poi, si intreccia con l’elezione del nuovo governatore Antonio Decaro e con la gestione del Comune targata Vito Leccese.
Un mix di scommesse e progettualità, di promesse e delusioni. Dal blocco del sistema degli incentivi regionali, ai ritardi dei cantieri del Pnrr; dall’incremento della tassazione per i costi della sanità, ai trasporti che ancora procedono a rilento.
Presidente Aprile, il tempo delle promesse ora fa i conti con le risposte prodotte. Aziende, sindacati e cittadini trovano un territorio con tante potenzialità ma poche certezze. Che situazione c’è?
«Esiste un gap sostanzioso




