
di Giorgio Pirani
Rallentano le micro e piccole imprese dell’Emilia-Romagna: lo certifica TrendER 2026, osservatorio del Centro studi di Cna. -24% degli investimenti, Caselli, direttore del Centro studi di Unioncamere E-R spiega: «I conflitti e le loro implicazioni intrappolano le piccole imprese che dipendono dai mercati esteri»
Le micro e piccole imprese dell’Emilia-Romagna rallentano ancora. E a preoccupare non è solo il calo dei ricavi, ma soprattutto il crollo degli investimenti, segnale di un sistema produttivo che fatica a programmare il futuro.
È il quadro emerso da TrendER 2026, l’osservatorio del Centro studi di Cna Emilia-Romagna realizzato in collaborazione con Istat. Il dato complessivo descrive un 2025 difficile per il tessuto delle imprese con meno di 20 addetti. I ricavi complessivi sono diminuiti dell’1,2%, con un peggioramento rispetto al 2024 (-0,8%) e al 2023 (-0,5%). Ancora più pesante il crollo degli investimenti, in flessione del 24%, mentre i consumi sono scesi del 3,3%. L’unica voce in lieve crescita resta quella delle retribuzioni (+1,3%), ma anche in questo caso l’Osservatorio segnala un progressivo indebolimento nel corso dell’anno.
«Indebolimento diffuso»
A sintetizzare il momento è Guido Caselli, direttore del Centro studi di Unioncamere Emilia-Romagna, che parla di «un’economia intrappolata nelle




