Home / Gastronomia / Il sacrificio animale in Sicilia: storia culturale di un gesto rituale

Il sacrificio animale in Sicilia: storia culturale di un gesto rituale

Il sacrificio cruento a scopo alimentare è come un luogo del “mito” e dell’organizzazione della città, linea di demarcazione fra umano e “divino”, fra maschile e femminile (la donna non aveva il diritto di maneggiare il coltello del sacrificio, salvo qualche eccezione), fra normalità e devianza. Dal VI secolo a.C. (fin dai tempi del culto di Dionisio, ucciso bambino), contrassegnati da norme di culto incise sulla pietra, i siciliani non hanno mai smesso di entrare in rapporto con le potenze divine, procedendo all’uccisione rigorosamente ritualizzata di vittime animali, di cui consumavano le carni in comune e secondo regole precise.

Il sacrificio animale in Sicilia: storia culturale di un gesto rituale

In Sicilia i sacrifici rituali animali affondano le proprie radici nel mito Il sistema rituale e sociale del sacrificio

Prese forma una lettura ritualistica che terrà il campo dall’inizio dell’era cristiana fino alle analisi contemporanee d’ispirazione antropologica: a millennio inoltrato, lo spiedo (per l’arrosto) e il calderone (per la bollitura) sostituiscono il coltello. Un primo elemento che giustifica il posto centrale del sacrificio cruento nel pensiero sociale (e religioso) è che l’alimentazione carnea coincide con la pratica sacrificale. Ma un secondo elemento che giustifica il posto centrale del sacrificio cruento nel pensiero sociale consiste nella necessaria relazione con la pratica dei

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: