
Il calo maggiore riguarda la manifattura (-16,9%) e in particolare il comparto tessile-abbigliamento dove ci sono 235 mila lavoratori in meno: l’analisi dell’Istat
L’industria italiana ha perso quasi 700 mila lavoratori, tra il 2007 e il 2024. Il calo maggiore riguarda la manifattura (-16,9%) e in particolare il comparto tessile-abbigliamento dove ci sono 235 mila lavoratori in meno, pari a quasi il 40%. Altri settori in cui la forza lavoro è diminuita sono industria del legno, della lavorazione dei minerali non metalliferi, degli articoli di gomma e materie plastiche. Ad evidenziare questo trend negativo è l’Istat nel Rapporto annuale analizzando le unità lavorative annue (Ula). Cali di occupazione hanno contraddistinto anche il commercio (-300 mila) e la pubblica amministrazione (oltre 225 mila).
I settori in crescita
Altre attività hanno visto una crescita totale di poco meno di 2 milioni di lavoratori: quasi mezzo milione nella sanità e assistenza sociale e oltre 400 mila sia nelle attività professionali, scientifiche e tecniche, sia nei servizi di alloggio e ristorazione.
Una riallocazione del lavoro
Complessivamente il saldo è stato positivo di circa 600 mila lavoratori ma con una profonda riallocazione settoriale del lavoro. L’Ista evidenzia come l’Italia non abbia soltanto perso occupazione industriale,




