di Redazione Economia
Dalle dichiarazioni 2025 emerge che l’affidabilità fiscale delle partite Iva è aumentata rispetto al passato ma non per tutti
Oltre il 60% da una parte, appena il 30% dall’altra. Le dichiarazioni 2025 confermano una netta distanza tra le categorie professionali più e meno affidabili dal punto di vista fiscale. Tra le prime (quelle «amiche», diciamo così, del Fisco, figurano medici, commercialisti, consulenti del lavoro, ingegneri e professioni sanitarie; tra le seconde, invece, quelle cioè che si fano «sfuggire» facilmente fatture e scontrini, ci sono ristoratori, ambulanti, tassisti, noleggiatori con conducente (Ncc) e concessionarie.
E se nel complesso l’affidabilità fiscale delle partite Iva risulta in aumento rispetto al passato — anche grazie al concordato preventivo biennale — non tutte le categorie seguono la stessa tendenza. Per alcune, infatti, il tasso di affidabilità è in calo. A tracciare la «mappa del rischio» sono gli ultimi dati del Mef analizzati dal Sole 24 Ore.
Come viene assegnato il punteggio
Gli Isa (indici sintetici di affidabilità) sono una sorta di «pagella» fiscale, con voto da 1 a 10, che misura l’affidabilità di imprese e lavoratori autonomi rispetto al fisco. Il punteggio 8 corrisponde alla sufficienza, ovvero il punteggio




