di Redazione Economia
La corsa delle famiglie benestanti che acquistano piccoli immobili nelle metropoli per accompagnare i figli negli studi e nel mercato (globale) del lavoro. Una strategia che unisce la cura per la formazione alla tutela patrimoniale
Una crescente fascia di famiglie benestanti italiane sta orientando le proprie scelte verso Londra e New York, considerate ormai hub imprescindibili per la formazione e l’inserimento professionale delle nuove generazioni.
La percezione diffusa è che il mercato del lavoro in Italia offra opportunità più limitate e meno dinamiche, soprattutto nei settori ad alta specializzazione. In questo contesto, si sta affermando una strategia patrimoniale e familiare sempre più ricorrente: l’acquisto di piccoli immobili nelle due metropoli anglosassoni. Non solo come soluzione abitativa per i periodi di studio dei figli, ma anche come investimento a lungo termine, funzionale a consolidare una presenza stabile nei centri globali dove si concentrano università, finanza e grandi aziende internazionali.
Il confronto Londra-New York
Il duello tra Londra e Manhattan continua a essere il grande classico degli investitori internazionali, ma dietro la sfida tra skyline iconici si nascondono due mercati immobiliari profondamente diversi. Manhattan resta il regno degli acquisti cash — ben il 74% delle compravendite nel quarto




