
di Marta Blumi Tripodi
A creare scompiglio soprattutto il live di Kanye, già vietato in numerosi Paesi europei, ma anche il caos organizzativo che si è generato attorno al festival in programma alla RCF Arena
Il concerto del rapper Kanye West a Reggio Emilia, è proprio il caso di dirlo, non nasceva sotto i migliori auspici: doveva essere parte dell’Hellwatt Festival, una rassegna dalle ambizioni internazionali e dai budget stellari in programma alla RCF Arena. Festival che, dopo una partenza a scossoni tra disguidi organizzativi e interrogazioni della politica locale, aveva cambiato nome dopo che il fondatore e direttore artistico, Victor Yari Milani (neofita nell’ambito dei grandi eventi dal vivo ma a suo dire esperto organizzatore di eventi privati di lusso, come le nozze della figlia di Putin), era stato silurato da C.Volo, che gestisce la RCF Arena per conto di Coopservice, colosso delle cooperative emiliane. La rassegna era quindi rinata un paio di settimane fa sotto il nome di Pulse of Gaia: stessi organizzatori, stesso staff, ma direzione artistica diversa (il team Zamna, festival internazionale di musica elettronica).
Nel frattempo, però, sono subentrati problemi ancora più grandi, già prevedibili se si considera l’andazzo nel resto d’Europa:




