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«Buon appetito» si può dire oppure no? Cosa cambia davvero e cosa dice il galateo

La frase «Buon appetito!» è tra le più comuni nei contesti di ristorazione e convivialità. Un augurio semplice, diretto, usato quotidianamente. Ma è davvero corretto dirlo? Oppure, come sostiene qualcuno, andrebbe evitato secondo il galateo? Dire «buon appetito» significa augurare che il pasto sia gradito, che si mangi con piacere. È un gesto di cortesia, quasi affettuoso, che sottolinea la condivisione del momento a tavola.

Perché il galateo ha sempre guardato con diffidenza a questa espressione

Cosa dice il galateo? Quello tradizionale (soprattutto quello francese, da cui derivano molte regole di etichetta) suggerisce di non dirlo, perché a tavola non si parla di bisogni fisiologici, come la fame o l’appetito. Secondo questa visione si mangia per piacere, non per necessità, e quindi l’espressione sarebbe fuori luogo.

Non sempre è corretto dire «buon appetito»: in un contesto molto formale sarebbe meglio evitarlo Non sempre è corretto dire «buon appetito»: in un contesto molto formale sarebbe meglio evitarlo

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