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In cda arriva il «custode della natura», l’esempio di PlanEat: il rispetto degli ecosistemi come linea guida del business

di Laura Magna

Il primo esperimento italiano è quello di PlanEat, scale up che si occupa di ridurre gli sprechi nella catena del food: il «custode» rappresenta gli interessi degli ecosistemi nelle decisioni societarie

La natura entra in Consiglio di amministrazione. È la prima volta che succede in Italia e a firmare quella che appare un’innovazione con una portata potenzialmente rivoluzionaria è PlanEat, una scale up del foodtech fondata nel 2020 dal fisico e imprenditore Nicola Lamberti, già creatore di Trovaprezzi.
PlanEat opera su due fronti: da un lato la spesa online basata su ricette e ingredienti già dosati, consegnati in contenitori riutilizzabili; dall’altro sistemi software per la ristorazione collettiva che consentono a mense scolastiche, aziendali ed enti pubblici di programmare i pasti riducendo quasi a zero gli sprechi. Dalla nascita la società ha gestito circa 976 mila ordini e salvato oltre 124 tonnellate di cibo. 
L’idea di business è chiara: eliminare lo spreco alimentare alla fonte ed è un’idea che si sostanzia nella forma più pura della sostenibilità ambientale, quella dell’economia circolare. E allora è stato facile decidere di modificare lo statuto introducendo una figura inedita nel panorama italiano: il “custode della natura”, amministratore incaricato di rappresentare

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