Intere classi di aspiranti sommelier tremano e “trepidanoì” al pensiero di essere giudicati dal Maestro Gualberto Compagnucci. Per il suo rigore e la sua immensa preparazione. Non solo tecnica ma storica, scientifica e antropologica. Ogni sua lezione sul vino è un viaggio che ti lascia dentro nozioni, ovvio, e una ricchezza personale che, come sopra, “vale il viaggio”. Il 16 maggio scorso il tappeto rosso delle grandi occasioni ha accolto il Maestro prima in cantina e poi nei piani alti. Per un premio alla carriera fortemente voluto dalle Ais di Macerata con Cesare Lapadula, di Ancona presente Daniele Sordoni, di Jesi presente Luca Giaccaglia, dall’intera Regione Marche e, in primis, dal Conte Valperto degli Azzoni Avogadro Carradori che ha ospitato l’evento.

Premio alla carriera a Gualberto Compagnucci, simbolo della sommellerie marchigiana
Montefano, le radici marchigiane e il legame con il vino
Montefano, a metà fra Ancona e Macerata, è sede dell’azienda agraria degli Azzoni che raccoglie una lunga eredità familiare le cui origini risalgono al XIV secolo. Un’attività che si è sviluppata, nel tempo, dando lustro e sostenibilità alla viticoltura marchigiana. Montefano è anche il paese natale di Compagnucci. La casa dei suoi




