
di Gianni Favero
L’intervento dell’assessore regionale allo Sviluppo economico in vista dell’incontro fissato al Ministero delle imprese il 25 maggio sul caso Electrolux
«Se fino ad oggi in Italia Electrolux ha sostenuto investimenti per circa 400 milioni, si sappia che 131 di questi sono arrivati da contributi pubblici, e questo senza contare Industria 4.0, Transizione 5.0 e altri incentivi fiscali. Dunque sia chiaro che un piano in cui sia previsto un taglio lineare di 1.700 persone, senza considerare quasi 300 lavoratori a termine a cui non sarà rinnovato il contratto e un indotto stimato in 12 mila unità dipendente in modo pesante dalle commesse della multinazionale, non lo accetteremo in alcun modo». Lo ha detto ieri, 18 maggio, l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci, dopo il vertice convocato a Venezia con i rappresentanti dei sindacati e di Confindustria, svolto in collegamento con simmetriche rappresentanze in Friuli Venezia Giulia, in preparazione dell’incontro fissato al Ministero delle imprese il 25 maggio sul caso Electrolux.
Il vertice a Roma
Il ridimensionamento della forza lavoro annunciato l’11 maggio dalla multinazionale come «ottimizzazione», e di cui non si sa null’altro in dettaglio se non che uno dei cinque stabilimenti, quello di Cerreto




