Tra tensioni geopolitiche, shock energetico e nuove pressioni sui prezzi, i mercati stanno tornando a confrontarsi con il rischio di stagflazione. È questo il quadro delineato da Filippo Casagrande, chief of investments di Generali Investments, secondo cui la chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz potrebbe avere effetti significativi sia sull’inflazione sia sulla crescita economica globale. «Lo scenario di base resta quello di una tregua fragile – precisa Casagrande –. La recente de-escalation ha favorito un forte rimbalzo degli attivi rischiosi», ma il mercato continua a fare i conti con una prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz, che «limita l’offerta globale di beni energetici, sostenendo i prezzi del petrolio, stabilmente sopra i 100 dollari al barile rispetto ai 60 di inizio anno».
17 maggio – 17:43
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